San Pietro Grosseto

San Pietro Grosseto

La città vecchia racchiude quasi tutti i monumenti importanti grossetani, dopo la visita dei Bastioni delle mura Medicee si potrà iniziare comodamente, trovandoci in zona pedonale, con la visita delle tre Chiese principali.

La più antica è la Chiesa di San Pietro situata lungo il Corso Carducci ed ormai quasi completamente inglobata nei circostanti fabbricati.

Edificata in periodo alto medievale si affacciava lungo il percorso dell’antica via consolare Aurelia, che in quel periodo congiungeva il tratto di strada tra Piazza Dante e Porta Nuova.

La chiesa ha subito vari interventi di ristrutturazione che ne hanno in gran parte modificato l’aspetto originario, l’aspetto attuale è dovuto principalmente ai restauri effettuati nel corso del XVIII secolo.

Poco distante in piazza Indipendenza sorge la Chiesa di San Francesco, risalente al XIII secolo e dall’architettura già movimentata dall’influsso gotico.

Chiostro San Francesco Grosseto

Chiostro e chiesa di San Francesco, Grosseto

Nasce come Convento Benedettino e intitolata a San Fortunato, nel corso del Duecento venne ceduta assieme al chiostro attiguo dai Benedettini ai Francescani.

La Chiesa a navata unica presenta una facciata molto semplice con un bel portale caratterizzato da una lunetta con affresco sovrastata e protetta da un tabernacolo ligneo ed in alto un rosone centrale.

All’interno il soffitto è a travature scoperte e le agili finestre ad arco gettano lame di luce sugli affeschi di scuola senese, vi sono custodite numerose opere d’arte tra cui un celebre Crocifisso ligneo della fine del Duecento e la cui attribuzione oscilla tra il senese “Maestro di Badia a Isola” e Duccio di Buoninsegna del primo periodo, più stilisticamente orientato verso il Cimabue. Quale che sia il vero autore del Crocifisso ligneo, l’opera è di enorme importanza artistica in quanto l’autore esce dal rango della convenzionalità dei pur eccellenti artisti toscani dell’epoca di Duccio. La flessuosità del corpo del Cristo effigiata nel Crocifisso e le proporzioni della immagine fanno si che questa opera si collochi tra le più importanti della Toscana e dell’Italia intera.

La cappella di destra, dedicata a Sant’Antonio, venne aggiunta nel corso del Seicento e decorata con pregevoli affreschi dai pittori Antonio e Francesco Nasini.

Questa è la chiesa in cui in epoca recente convolarono a nozze Adriano Celentano e Claudia Mori, il sacramento fu celebrato dal Padre francescano Padre Ugolino Vagnuzzi amico della coppia e per lunghi anni consigliere spirituale di artisti di fama nazionale.

Duomo Grosseto

Cattedrale di San Lorenzo

Spostandoci in piazza Dante, la principale piazza cittadina, incontriamo la Cattedrale, è il più interessante monumento della città, anche se i molti restauri e rimaneggianti gli hanno tolto molto del primitivo splendore. Il Duomo di Grosseto è intitolato a S.Lorenzo, patrono di Grosseto, e sorge sui resti dell’antica basilica comacina di Santa Maria Assunta che fu sede vescovile dal 1138.

La Cattedrale di S.Lorenzo, costruita in stile gotico, a partire dal 1294, dall’architetto e scultore Sozzo di Pace Rustichini, è stata ancora restaurata a varie riprese nel secolo scorso, con svariati interventi e modificazioni sia nella struttura che nella decorazione. Nel 1402 d.C. viene elevato il campanile, restaurato e modificato nel 1911.

La facciata bicroma bianco-rosata è rifacimento neoromanico del 1840-45 e conserva dell’originale i simboli degli Evangelisti sopra i capitelli dei pilastri.

La parte alta centrale, coronata da un timpano, è caratterizzata da un ampio rosone.

Sul fianco destro un portale con due bifore gotiche e vetrate del sec. XV, la lunetta e il timpano furono aggiunti nel 1897 dallo scultore Leopoldo Maccari, che vi adattò il gruppo della Madonna con il Bambino tra due Angeli e le due statue di Santi, entro nicchie gotiche, sui pilastri laterali.

Sull’angolo destro della facciata è collocata una colonna romana con capitello corinzio, usata nel medioevo per l’affissione dei bandi.

Nell’interno, a croce latina con tre navate su pilastri si trovano un grande fonte battesimale di Antonio Ghini del 1470, la base triangolare sostiene uno stelo decorato da tre delfini che sorreggono la vasca, ornata all’esterno da ghirlande di fiori e frutta e all’interno da granchi, rane e pesci, dello stesso autore anche il ricco dossale del 1474 dell’altare della Madonna delle Grazie, da ammirare, tra l’altro la meravigliosa Madonna delle Grazie di Matteo di Giovanni, anch’essa del 1470. Davvero suggestiva l’atmosfera che si crea grazie ai fasci di luce provenienti dalle finestre gotiche riccamente istoriate della parete destra, opera di Benvenuto di Giovanni, artista senese del XV secolo.